L'AI, acronimo di Artificial Intelligence, o Intelligenza Artificiale, negli ultimi ha rivoluzionato numerosi settori, diventando di fatto alleata di molteplici professionisti e concorrente di altri. La psicologia non fa eccezione e, grazie all'integrazione di tecnologie avanzate che si basano sull'AI, sta sperimentando nuove modalità operative e sta dando vita a nuove specializzazioni e metodologie. Vediamo quali sono le discipline emergenti in questo ambito sanitario e come sta evolvendo la professione di psicologo ai tempi dell'AI.
Psicologia e Intelligenza Artificiale
L'AI non è solo uno strumento, ma sta diventando anche un oggetto di studio per gli psicologi. Professionisti specializzati analizzano le interazioni tra esseri umani e intelligenze artificiali, valutando aspetti etici, comportamentali e cognitivi. Questa branca emergente esamina come gli assistenti virtuali, i robot sociali e altre forme di IA influenzino le dinamiche sociali e individuali. Per prepararsi a queste nuove sfide, è essenziale che i futuri psicologi acquisiscano competenze sia in ambito tecnologico sia clinico. Partecipare a un tirocinio post laurea in psicologia offre l'opportunità di apprendere e sperimentare queste modalità innovative di intervento, integrando le conoscenze tradizionali con le nuove tecnologie. La laurea in psicologia e i corsi post-laurea possono inoltre anche essere seguiti in modalità e-learning in università come Unicusano, inserita dal MUR nella lista degli atenei online riconosciuti.
Cyberpsicologia
La cyberpsicologia, connessa all'ambito delle ricerche sul rapporto tra psicologia e AI, nasce dalla necessità di indagare le conseguenze dell'interazione tra uomo e tecnologie digitali. Gli psicologi che si specializzano in questo campo infatti studiano come internet, i social media e le realtà virtuali influenzino il comportamento umano, le emozioni e le relazioni sociali. L'obiettivo di queste ricerche è quello di avere a disposizione dei casi e dei dati utili per i professionisti a migliorare le diagnosi e i trattamenti richiesti per disturbi collegati a questa sfera. Con l'avvento dell'IA, la cyberpsicologia analizza anche l'impatto delle intelligenze artificiali sulla psiche umana, valutando sia le opportunità sia i rischi associati. L'uso di chatbot basati su IA per il supporto psicologico sta diventando ad esempio sempre più comune, offrendo assistenza immediata e accessibile e aiutando i professionisti a rispondere con maggiore efficienza alle richieste in aumento.
Telepsicologia
La telepsicologia è una tipologia di assistenza psicologica esplosa soprattutto nel periodo del Covid-19, momento in cui è aumentata la consapevolezza e la fiducia nei confronti di sistemi di comunicazione da remoto, come le videochiamate. La telepsicologia infatti implica l'erogazione di servizi psicologici attraverso piattaforme digitali, permettendo ai professionisti di raggiungere pazienti in aree remote o con limitazioni di mobilità. L'AI, he agisce sia in fase di match tra paziente e professionista sia nel miglioramento dell'interazione e della terapia, è utile anche per fornire strumenti avanzati per la valutazione e il monitoraggio dei pazienti. Gli algoritmi di IA ad esempio possono analizzare le espressioni facciali o il tono della voce durante le sessioni virtuali per rilevare segnali di disagio o miglioramenti nello stato emotivo del paziente. La telepsicologia è la pratica della psicoterapia online tramite videochiamate, chat o email. Offre accessibilità, flessibilità e anonimato, rendendo il supporto psicologico disponibile ovunque. Particolarmente utile per chi vive in aree remote o ha difficoltà a spostarsi, la telepsicologia mantiene l’efficacia della terapia tradizionale. Affidarsi a professionisti certificati garantisce sicurezza e qualità del servizio.
Terapia con Avatar
Nell'incontro tra psicologia e AI, una delle innovazioni più affascinanti è l'uso di avatar digitali nella terapia. Questa metodologia, nota come "Avatar Therapy", consente ai pazienti di interagire con rappresentazioni virtuali delle voci che sentono o delle loro paure, facilitando un confronto diretto in un ambiente controllato. Studi recenti, condotti dall'Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience (IoPPN) del King's College di Londra, hanno evidenziato come questa tecnica possa ridurre significativamente la frequenza e l'intensità delle allucinazioni uditive nei pazienti con psicosi.