Se dovessimo trovare una destinazione da associare all’idea di viaggio, sarebbe molto probabilmente gli Stati Uniti, e soprattutto la costa ovest. Il viaggio parte da Los Angeles, vera e propria città tentacolare. Successivamente, si punta su Palm Springs, un luogo che sembra nato da un esperimento degli anni '50. Oltre ad essere una città di villeggiatura, è un’esposizione a cielo aperto. Qui, infatti, le case sono state pensate per mimetizzarsi tra la sabbia e le rocce, con vetrate enormi che portano il deserto fin dentro il salotto di casa
Proseguendo verso l'Arizona, il paesaggio si spoglia di ogni morbidezza. Compaiono i cactus Saguaro, figure solitarie che dominano l’orizzonte e che segnano l’ingresso a Phoenix. La capitale dello stato colpisce per la sua natura ibrida: da un lato la crescita urbana incessante, dall'altro una natura selvaggia che preme contro i quartieri, ricordandoci che qui l'uomo è, in fondo, ancora un ospite.
Sedona e il Colorado
Lasciando Phoenix e puntando a nord, si arriva a Sedona, dove la terra prende una sfumatura di ruggine intensa che contrasta col blu profondo del cielo. Molti vengono qui per la carica spirituale dei cosiddetti "vortici" energetici, ma anche per chi non crede alla magia, la vista delle formazioni rocciose è sufficiente a creare uno stato di soggezione.
La strada continua a salire attraverso l’Oak Creek Canyon, un passaggio boscoso che non lascia presagire quello che sta per succedere. All'improvviso, il bosco si interrompe e ci si ritrova sull'orlo del Grand Canyon. Non c'è un modo razionale per descrivere l'impatto con questo vuoto. Le pareti della gola, scavate con pazienza millenaria dal fiume Colorado, mostrano le stratificazioni del tempo: ogni linea sulla roccia è un'era geologica diversa, un frammento di storia della Terra messo a nudo. Lo spettacolo cambia ogni minuto: basta il passaggio di una nuvola perché le ombre si spostino sul fondo della crosta terrestre, rivelando nuovi dettagli e profondità.
Il silenzio della Monument Valley
Il viaggio entra poi in una dimensione quasi cinematografica mentre ci si sposta verso la Monument Valley, nel cuore della Navajo Nation. Stiamo per vivere una delle esperienze più intense che si vivono a bordo di un viaggio negli Stati Uniti. Qui non siamo più in un semplice parco nazionale, ma in un territorio sovrano dove i nativi gestiscono la terra secondo le proprie leggi e tradizioni. Le sagome delle "Mitten Buttes" e del "Merrick Butte" definiscono un orizzonte che appartiene all'immaginario collettivo di chiunque abbia mai visto un film western. Ceneremo tra le sabbie rosse della valle, ascoltando il sibilo del vento tra i monoliti di arenaria, connettendoci con un senso del tempo molto più lento e profondo.
A Page, l’esperienza si fa intima e sotterranea. Accompagnati dalle guide Navajo, si scende nelle fenditure dell’Antelope Canyon. Qui le alluvioni improvvise hanno levigato le pareti in modi davvero incredibili. È un mondo fatto di riflessi e curve, un contrasto netto con la vastità orizzontale della Monument Valley. Poco distante, la diga del Lago Powell e il Bryce Canyon completano questa sezione di viaggio. Il Bryce non è un vero canyon, ma un anfiteatro naturale popolato da migliaia di "hoodoos", guglie rosate modellate dal ciclo continuo di gelo e disgelo, una vera e propria foresta di pietra che sembra sfidare la gravità.
Dai templi di Zion alle luci di Las Vegas
Prima di rientrare nel caos della civiltà, si attraversa lo Zion National Park. Se il Grand Canyon si guarda dall'alto, Zion si vive dal basso: le pareti di arenaria sono così verticali e imponenti da dare la sensazione di trovarsi all'interno di un enorme tempio naturale. Qui il rosso della roccia incontra il verde brillante della vegetazione che segue il corso del fiume Virgin, in un equilibrio di colori che sembra quasi studiato a tavolino.
Il contrasto più violento del tour arriva però all'orizzonte del Nevada. Dopo giorni passati nel silenzio dei parchi e tra le rocce millenarie, le luci di Las Vegas esplodono come un'anomalia nel deserto. Si passa dalle cattedrali di roccia ai casinò monumentali della Strip, un luogo dove l'eccesso è la norma e dove le riproduzioni di città europee convivono con fontane che danzano a ritmo di musica. È una città che sfida apertamente le leggi dell’ambiente circostante, un’oasi elettrica che non dorme mai e che offre un diversivo totale rispetto alla solennità della natura vista finora.
Los Angeles
Il viaggio si chiude tornando a Los Angeles. Dopo aver respirato la polvere della Monument Valley e aver osservato gli abissi del Grand Canyon, la metropoli appare sotto una luce diversa. Attraversando quartieri come Hollywood, Beverly Hills o la storica Olvera Street, ci si rende conto di quanto questi luoghi abbiano influenzato la nostra cultura visiva.
Il tour Highlights Ovest non è solo un percorso tra tappe turistiche; possiamo dire che è una lezione sul rapporto tra l'uomo e il territorio. Dalla sovranità dei popoli nativi all'ingegneria che ha permesso di costruire città inospitali, ciò che resta è una visione del mondo più vasta.